I recuperanti.
Durante i terribili anni della guerra, alle quote più elevate del massiccio dell'Adamello - Presanella e dell' Ortles - Cevedale, venne portato con grandi fatiche tantissimo materiale, per garantire la sopravvivenza dei soldati alla neve e al gelo oltre i 3000 metri.
Terminata la guerra avvenne il processo inverso e le genti della valle, che vivevano momenti di difficoltà economica, risalirono le montagne per recuperare quanto ancora poteva essere utilizzato o venduto. Alcuni di loro ne fecero una nuova professione ed è così che nacque la figura del recuperante.

La collezione.
Negli anni, con il miglioramento delle condizioni economiche nella valle ed anche con il progressivo esaurimento dei materiali, la professione scomparve ma rimase la tradizione di salire lungo i ripidi sentieri alla ricerca di quanto era rimasto. Da questa ricerca è nata la ricchissima collezione di reperti, che potete ammirare nelle sale del museo.

L'archivio fotografico.
Più di 3000 fotografie originali raccolte dall'Associazione nel corso degli anni sono a testimonianza perenne delle genti e dei luoghi ove si combatte la Guerra Bianca. Molte di queste sono messe a visione del visitatore all'interno della mostra.

Allestita all’interno delle vecchie scuole elementari di Spiazzo, la Mostra Museale della Guerra Bianca è il risultato dell’impegno pluriennale dell’Associazione Storico-Culturale della Guerra Bianca Adamellina 1915-18 che ha tra i suoi scopi quello di conservare, studiare e valorizzare le testimonianze materiali, bibliografiche, archivistiche e fotografiche relative alla Grande Guerra combattuta sul fronte dell'Adamello - Carè Alto.
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Sulle orme di Felix Hecht
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Sulle orme di Felix Hecht
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Elenco completo

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